Invalidità civile o invalidità INPS: quale delle due
Due sistemi diversi che usano le stesse parole. Sbagliare sportello non fa perdere una pratica: fa perdere mesi, e a volte fa credere che non spettasse niente.
Sono due mondi separati. L’invalidità civile è assistenza: non serve aver mai lavorato, la valuta una commissione della ASL, e conta il reddito. L’invalidità INPS (legge 222/1984) è previdenza: serve aver versato contributi, la valuta il medico dell’Istituto, e il reddito non c’entra. Una persona può averle tutte e due, o nessuna delle due pur essendo malata: sono requisiti diversi, non gradini della stessa scala. E la differenza che pesa di più: a 67 anni l’assegno mensile e la pensione di inabilità civile si trasformano in assegno sociale, mentre l’indennità di accompagnamento — 551,53 € al mese — non finisce e non guarda il reddito.
La domanda che divide tutto: ha versato contributi?
Non «quanto è grave». Non «quanti anni ha». La prima domanda è se quella persona ha lavorato e versato contributi, e quanti ne ha di recenti. Da lì in poi le due strade non si toccano più.
- Non ha contributi, o sono pochi e vecchi → resta solo l’invalidità civile. È la situazione di quasi tutte le madri e i padri anziani che i nostri lettori assistono.
- Ha contributi, e almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda → si aggiunge l’invalidità INPS, che è un’altra domanda, un’altra visita e un altro importo. Non sostituisce la civile: si sommano, con qualche regola di cumulo.
Il caso in cui questo conta davvero è il genitore ancora sotto i 67 anni che si ammala mentre lavora: lì l’invalidità INPS è quasi sempre la strada che porta più soldi, e quasi nessuno la conosce.
Invalidità civile: le tre prestazioni
Le valuta la commissione medica della ASL, integrata da un medico INPS, e la domanda parte dal certificato medico introduttivo del medico curante.
Assegno mensile di assistenza — invalidità dal 74% al 99%, dai 18 anni fino all’età dell’assegno sociale. 340,71 € al mese, 13 mensilità, se il reddito personale non supera 5.852,21 € all’anno.
Una condizione che fa cadere molte domande: chi lo riceve non deve svolgere attività lavorativa, e non è un dettaglio amministrativo — la Cassazione lo tratta come elemento costitutivo del diritto.
Pensione di inabilità civile — invalidità 100%, stessa fascia di età. 340,71 € al mese, 13 mensilità, con un limite di reddito personale molto più alto: 20.029,55 € all’anno.
Oggi l’importo è lo stesso dell’assegno. Cambia il limite di reddito, ed è lì che si vede quanto le due condizioni siano considerate diverse.
Indennità di accompagnamento — 551,53 € al mese, per chi non può camminare senza aiuto o non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. Nessun limite di reddito. Nessun limite di età.
È l’unica delle tre che non chiede niente della situazione economica, ed è quella di cui parla il resto di questo sito.
Invalidità INPS: le due prestazioni
Qui non si guarda il reddito: si guarda quanto si è versato e quanto si riesce ancora a lavorare. Le regole sono della legge 222 del 1984 e non si sono più mosse.
- Assegno ordinario di invalidità — quando la capacità di lavoro è ridotta a meno di un terzo. Dura 3 anni, si rinnova a domanda, ed è compatibile con il lavoro.
- Pensione di inabilità — quando c’è assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. È molto più pesante da ottenere, ed è incompatibile con il lavoro.
Requisiti contributivi e regole di ciascuna stanno nella guida dedicata.
Che cosa succede a 67 anni — e la cosa da non credere
Al compimento dell’età per l’assegno sociale, due delle prestazioni civili si trasformano in assegno sociale sostitutivo:
- l’assegno mensile agli invalidi parziali;
- la pensione di inabilità civile.
L’indennità di accompagnamento no. Prosegue con la sua disciplina, senza limiti di età e senza limiti di reddito.
Da qui nasce l’errore che costa di più: si sente dire che «dopo i 67 anni l’invalidità non si chiede più», e non si presenta la domanda per una madre di ottantasette anni che non si alza dal letto. Quella domanda si può fare a qualsiasi età, e quando viene accolta la decorrenza parte dal mese successivo alla domanda — non da quando le condizioni sono cominciate.
Sul versante INPS non c’è nessuna trasformazione in assegno sociale: l’assegno ordinario di invalidità si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia quando maturano i requisiti. Una pensione, non un’assistenza.
In che ordine muoversi
- Il certificato medico introduttivo dal medico curante: senza quello la domanda di invalidità civile non parte, e il suo numero va riportato nella domanda entro novanta giorni.
- La domanda di invalidità civile, chiedendo anche l’accompagnamento se la persona non è autonoma. Si chiede nella stessa domanda: non è una seconda pratica.
- Solo se ha contributi recenti, la domanda di invalidità INPS, che è separata.
- Se il verbale dice meno di quello che serviva, si guarda subito la data: il ricorso ha un termine di sei mesi, e passati quelli non si discute più.
Il patronato fa tutto questo gratis, ed è il posto giusto dove andare: questa pagina serve a sapere che cosa chiedergli.
La tua situazione, in trenta secondi
Questi sono i numeri medi. La tua famiglia ha i suoi: sei domande, nessuna registrazione, e ti diciamo quanto puoi recuperare in un anno e in che ordine muoverti.
Vai al calcolatoreDa dove vengono questi numeri
- Legge 30 marzo 1971 n. 118, artt. 12 e 13 — pensione di inabilità civile per gli invalidi totali e assegno mensile di assistenza per gli invalidi parziali; art. 19 sulle prestazioni sostitutive al compimento dell'età pensionabile
- Legge 11 febbraio 1980 n. 18 — indennità di accompagnamento: dovuta al solo titolo della minorazione, indipendentemente dal reddito e dall'età
- INPS, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025, allegato n. 2, tabella M.3, riga 1° gennaio 2026 — come rettificata dal messaggio n. 628 del 23 febbraio 2026
- Legge 12 giugno 1984 n. 222, artt. 1, 2, 4 e 9 — assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità; INPS, circolare n. 262 del 3 dicembre 1984, che ne detta i requisiti contributivi
- INPS, messaggio n. 20930 del 25 luglio 2006 — trasformazione in assegno sociale sostitutivo dell'assegno mensile e della pensione di inabilità civile al compimento dell'età; l'indennità di accompagnamento e quella di frequenza proseguono con la loro disciplina
- INPS, circolare n. 28 del 18 febbraio 2022 — tabelle dei requisiti pensionistici; la tabella dell'anzianità contributiva per la pensione anticipata copre espressamente il periodo 1° gennaio 2023 - 31 dicembre 2026. Per il dopo: INPS, circolare n. 28 del 16 marzo 2026 — adeguamento dei requisiti agli incrementi della speranza di vita per il biennio 2027-2028 (decreto direttoriale MEF-Lavoro del 19 dicembre 2025; art. 1, commi 180-190, della legge 30 dicembre 2025 n. 199): +1 mese dal 1° gennaio 2027, 3 mesi dal 1° gennaio 2028
- INPS, messaggio n. 3495 del 14 ottobre 2021 — per l'assegno mensile agli invalidi parziali il non svolgimento di attività lavorativa è elemento costitutivo del diritto (Cassazione civile, sez. lavoro, n. 18926/2019)
Importi verificati al 29 agosto 2026. Questa pagina ha valore informativo: non sostituisce il patronato, il CAF o un professionista abilitato, e il riconoscimento delle prestazioni dipende da accertamenti che nessun articolo può anticipare.
