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Welfare aziendale

Più di un occupato su cinque
assiste un familiare che non vive con lui

Il 22% degli occupati in Italia presta cura a una persona che non vive con lui — quasi sempre un genitore anziano. Questo dato non comprende chi un genitore ce l'ha in casa: quelli sono in più. In tutto sono 12,3 milioni di persone, quasi una su quattro fra i maggiorenni.

I dipendenti di solito non lo dicono. Lo si scopre una mattina all'improvviso, dalle riunioni spostate, dai giorni di assenza, e un giorno da una domanda di congedo straordinario — quello di chi assiste un familiare con handicap grave riconosciuto ai sensi della legge 104 — che arriva senza preavviso perché la persona ha appena scoperto di averne diritto.

Quanti sono, da voi

Le due righe stimate dicono un ordine di grandezza, non un numero: una media nazionale applicata a una sola azienda non è una misura, e la pagina preferisce scriverlo che nasconderlo.

Serve solo a fare questo conto qui, nel tuo browser: non viene inviato da nessuna parte.

  • Ordine di grandezza

    26 persone

    Dipendenti che assistono un familiare

    120 dipendenti, 22% degli occupati in Italia

    È una media nazionale applicata alla tua azienda: dice l'ordine di grandezza, non il numero. E conta solo chi assiste una persona che vive altrove: chi ha il genitore in casa non è in questa cifra, quindi il numero vero è più alto, non più basso.

  • Massimo teorico

    936 giornate

    Giornate di permesso retribuito, al massimo

    26 persone × 36 giornate all'anno

    È un tetto, non una previsione. I 36 giorni all'anno spettano a chi assiste una persona con handicap grave riconosciuto: una parte di chi assiste, non tutti. Quante siano in un'azienda non lo sa nessuno, e inventarlo sarebbe peggio che non dirlo.

  • È la legge

    2 anni

    Congedo straordinario, per persona assistita

    2 anni in tutto, non 2 anni per ciascun dipendente

    La durata la fissa la legge, ma non spetta a chiunque assista: serve la convivenza, e c'è un ordine fra i familiari — prima il coniuge convivente, poi i genitori, poi i figli — che ne esclude molti. I 2 anni sono della persona assistita e si dividono fra chi la assiste: se li ha già usati un fratello, non ci sono più. Quando invece la porta è aperta, arriva senza preavviso, perché chi lo chiede lo scopre in emergenza.

Che cosa costerebbe

10 account × 79 € = 790 €

  • 6,58 € per dipendente in organico, una volta sola
  • 0,7% del credito welfare medio per dipendente
  • 19% sotto i 97 € che la stessa persona pagherebbe da sola

Non è un'offerta: è il blocco che proporremmo a un'azienda di queste dimensioni, al prezzo di listino. Quanti account servano davvero si decide parlando, e il numero giusto quasi sempre è più piccolo di quello che sembra.

Gli account non scadono. Quelli che nessuno apre restano lì per l'anno dopo. I dodici mesi partono da quando la persona apre il suo account, non da quando l'azienda firma. Quando gli account finiscono se ne comprano altri, e sui nuovi si applica uno sconto: più ne ha comprati l'azienda in tutto, meno costano quelli che aggiunge.

Il documento da girare in azienda (PDF)Le stesse cifre che vedi qui, con le fonti e i limiti scritti accanto. Nessuna email da lasciare.

Che cosa cambia davvero

Non i giorni di permesso: quelli sono un diritto, e chi ne ha bisogno li prende. Cambia il tempo che oggi si perde intorno a quei giorni — le pratiche rifatte due volte, le scadenze scoperte tardi, i mesi passati a capire da dove si comincia.

  • La pratica giusta al primo tentativo
    Chi assiste scopre in dieci minuti che cosa gli spetta davvero e in che ordine chiederlo. Non è tempo tolto al lavoro: è tempo che oggi si perde comunque, e si perde due volte perché la prima domanda quasi sempre si sbaglia.
  • Le scadenze non arrivano addosso
    Ogni pratica ha i suoi termini, e il servizio avvisa trenta giorni prima della scadenza, poi a sette, poi il giorno prima. Un'assenza programmata costa a un'azienda molto meno di una mattina presa all'improvviso.
  • La persona smette di improvvisare
    È la parte che non si misura e che i responsabili del personale riconoscono subito: qualcuno che sa dove sta andando lavora diversamente da qualcuno che ogni settimana ricomincia da capo.

Che cosa riceve il dipendente

Esattamente quello che riceve chi compra da solo, senza nessuna versione ridotta: il calcolatore dei diritti, il documento in PDF con la sua situazione scritta, e l'Area famiglia, dove ogni pratica resta scritta con la sua scadenza accanto. Nessuna scadenza arriva all'improvviso: per ognuna partono tre promemoria via email — trenta giorni prima, poi sette giorni prima, poi il giorno prima. Lo puoi provare adesso, è aperto a tutti.

  • Che cosa gli spetta, in dieci minuti
    Sei domande, e una cifra annua con accanto la fonte di ogni voce. Fra le misure c'è il congedo straordinario: fino a 2 anni retribuiti, che quasi nessuno sa che esistano. Altre sei domande dicono se quella persona ci rientra davvero, perché servono la convivenza e un posto nell'ordine fra i familiari — e dirglielo prima vale più che farglielo scoprire allo sportello.
  • In che ordine chiederle
    Le pratiche hanno dipendenze fra loro: sbagliare l'ordine costa mesi. Il piano le mette in fila con le date.
  • Le scadenze, prima che scadano
    Ogni termine ha il suo promemoria. I 36 giorni di permesso all'anno della Legge 104 restano i suoi: cambia che non li spende a rincorrere un ufficio.

Quello che l'azienda non vede

Questa è la parte da leggere prima di tutte le altre, perché è quella su cui un dipendente decide se fidarsi. Chi assiste un genitore sta maneggiando la salute di qualcuno: se sospetta che dal servizio esca qualcosa verso il datore di lavoro, non lo apre nemmeno — e il welfare pagato resta un badge inutilizzato.

All'azienda non arriva mai:

  • chi ha attivato il servizio e chi no
  • il nome della persona assistita, la sua condizione e la sua invalidità
  • gli importi che una famiglia può ottenere
  • qualunque dato sulla salute, di chiunque

Non è una promessa commerciale: i dati sulla salute sono dati particolari ai sensi dell'art. 9 del GDPR, e sul nostro sito si salvano solo con un consenso esplicito della persona, revocabile. Un consenso dato al proprio datore di lavoro, per definizione, non è libero.

Dove stanno i dati, chi li tratta, che cosa non esiste nel database e che cosa non abbiamo: sta tutto in Sicurezza e dati, scritta per chi deve valutare il servizio prima di comprarlo.

Come si attiva

  1. Ci parliamo. Mezz'ora per capire quanti siete, che cosa offrite già e se questo serve davvero. Se non serve lo diciamo.
  2. L'azienda compra gli account e li dà. Non è una convenzione con lo sconto: è un benefit che l'azienda eroga. Il dipendente non paga niente, non anticipa niente e non chiede nessun rimborso — quindi non deve dire a nessuno perché gli serve.
  3. Il dipendente apre il suo quando gli serve. Con la sua email personale, dal codice che l'azienda distribuisce. Poi risponde alle sei domande e riceve il suo Piano Assistenza: si costruisce sulla sua situazione, quindi lo può fare solo lui. L'azienda non sa chi lo ha aperto e chi no.
  4. Da lì in poi è suo. L'account resta della persona, anche se cambia lavoro.

Quanto costa

Si comprano account, non un abbonamento per tutto l'organico. Ogni account è il Piano Assistenza intero — lo stesso che si compra da soli a 97 €, senza versioni ridotte — e vale dodici mesi. Lo scaglione si conta sul totale acquistato dall'azienda, non sul singolo ordine.

Account, in totalePrezzo per account
3 – 989 €
10 – 2479 €
25 – 4969 €
50 – 9959 €
100 – 24949 €
250 e oltre42 €
  • Al prezzo si aggiunge l'IVA
    Gli importi del listino sono IVA esclusa: in fattura si aggiunge l'IVA di legge. Il prezzo al pubblico del Piano Assistenza è invece IVA inclusa, perché lo paga una persona che non la detrae.
  • Quello che avanza non si perde
    Gli account non scadono. Quelli che nessuno apre restano lì per l'anno dopo. I dodici mesi partono da quando la persona apre il suo account, non da quando l'azienda firma. Quando gli account finiscono se ne comprano altri, e sui nuovi si applica uno sconto: più ne ha comprati l'azienda in tutto, meno costano quelli che aggiunge.
  • Si parte da 3 account
    Anche un'azienda di sei persone ne ha una che assiste un genitore, e per lei vale come per le altre. Sotto i dieci account il prezzo è vicino a quello che quella persona pagherebbe da sola, e la ragione è onesta: lì non stai comprando uno sconto. Stai comprando che il tuo dipendente non debba portare a nessuno la ricevuta di un servizio per un genitore malato — e che non tiri fuori un euro.
  • Quanti proporne, lo decidiamo insieme
    Il conto qui sopra suggerisce un blocco su una media nazionale. Nel primo anno non attivano tutti, e un blocco che finisce si ricarica in un giorno: quasi sempre conviene partire più piccoli di quanto sembri.

Come entra nel piano welfare

L'art. 51 comma 2 lettera f-ter del TUIR esclude dal reddito di lavoro dipendente le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti. Con la risposta dell'Agenzia delle Entrate n. 163 del 14 agosto 2026, dopo il D.Lgs. 7 agosto 2026 n. 148, il requisito della convivenza non si applica: vale anche per un genitore che non vive con il dipendente, che è quasi sempre il nostro caso.

Sotto quale voce metterlo lo dice il vostro commercialista, non noi: la risposta dell'Agenzia riguardava il rimborso di una retta, e un servizio di orientamento non è la stessa cosa. Diffidate di chi ve lo scrive come certo, noi compresi.

Parliamone

Scrivi qui e ti richiamiamo. Risponde una persona, non un sistema.

Non serve scrivere niente di preciso: anche solo «vorrei capire se ha senso per noi» va bene.

La tua azienda ha già degli account? Si entra da qui con l'indirizzo che ci hai dato. E se sei un dipendente con un codice in mano, il tuo account si apre da qui.

Le cifre sui caregiver vengono da Istat, statistica report «Aiuti dati, ricevuti e reti di solidarietà — Anno 2024», pubblicato il 21 luglio 2026; dati riferiti alle quattro settimane precedenti l'intervista. Le misure di legge citate sono quelle della tabella dei parametri del sito, verificata il 1 settembre 2026.