Congedo straordinario
Due anni retribuiti,
e quasi nessuno sa di averli
È la misura più grande che esista per chi assiste un familiare con handicap grave: fino a 2 anni di congedo nell'arco della vita lavorativa, con la retribuzione indennizzata dall'INPS e i contributi coperti.
Il motivo per cui quasi nessuno lo chiede non è che non lo sa: è che due condizioni lo chiudono a molti, e nessuna delle due si capisce da sola. Il congedo non si decide guardando la persona assistita, si decide guardando chi sei tu rispetto a lei — la legge fissa un ordine di precedenza — e chiede la convivenza.
Sei domande
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Il congedo non si decide guardando lei: si decide guardando chi sei tu rispetto a lei.
Non è la percentuale di invalidità: si può avere il 100% e non avere l'handicap grave. Sono due righe diverse dello stesso verbale.
Non deve essere già così oggi: basta che lo sia quando il congedo comincia.
L'ordine è: coniuge convivente, poi genitori, poi figli, poi fratelli, poi gli altri parenti.
L'ordine della legge, per intero
Ogni riga vale solo se le precedenti mancano. E «manca» non vuol dire soltanto deceduto: vuol dire anche assente, o affetto da patologie invalidanti — una porta più larga di quanto sembri, che però va documentata.
- Il coniuge convivente, la parte dell'unione civile, il convivente di fatto
- Il padre o la madre, anche adottivi
- Il figlio convivente
- Il fratello o la sorella conviventi
- Un parente o affine entro il terzo grado, convivente
I 2 anni sono complessivi e si contano sulla persona assistita: non sono 2 anni a testa. Se un fratello ne ha già usati sei mesi per lo stesso genitore, quei sei mesi mancano a tutti gli altri. È il punto che le famiglie sbagliano più spesso, perché suona come un diritto annuale e non lo è.
Quanto arriva, e quanto costa
L'indennità è pari all'ultima retribuzione — le voci fisse e continuative — entro un tetto annuo fissato ogni gennaio dall'INPS: per il 2026 è di 57.837 €, e dentro ci stanno sia l'indennità sia i contributi figurativi. Non è quello che arriva in tasca: è il massimo che l'INPS copre in un anno.
Il costo, invece, è quello che non si vede: durante il congedo non maturano ferie, non matura la tredicesima e il periodo resta fuori dal calcolo del TFR. Chi lo prende per un anno intero se ne accorge a dicembre, e poi alla liquidazione. I contributi previdenziali no: quelli sono coperti, e sulla pensione il buco non si apre.
INPS, circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 — congedo straordinario, tetto massimo annuo complessivo della retribuzione indennizzata e della relativa contribuzione figurativa · verificato il 1 settembre 2026
YouEver Care non è un patronato e non presenta domande. Le condizioni di questa pagina sono quelle scritte nell'articolo 42 comma 5 del D.Lgs. 151/2001; la valutazione del caso concreto la fa l'INPS, e la domanda la presenta gratuitamente un patronato. Se il congedo non ti spetta, restano i permessi della Legge 104, che hanno requisiti molto più larghi, e il resto di quello che si può chiedere: il calcolatore li mette in fila in trenta secondi.
