Lista d’attesa per la RSA: come funziona davvero la graduatoria
«Quanto manca al nostro turno?» è la domanda sbagliata, perché presuppone una fila. Quasi mai è una fila.
La graduatoria per un posto convenzionato non è cronologica: in molte Regioni la posizione la decide il punteggio della valutazione multidimensionale — condizioni sanitarie, autonomia, situazione familiare e sociale — e la data della domanda conta solo a parità di punteggio. Chi ha fatto domanda prima può essere superato da un caso più grave, ed è il criterio, non un errore. Due conseguenze pratiche: la posizione può anche peggiorare mentre si aspetta, e rifiutare il posto proposto costa — da qualche parte il primo rifiuto sospende la pratica per mesi e il secondo la archivia. L’attesa media dichiarata per un posto pubblico o convenzionato è intorno ai 115 giorni, ma fra una Regione e l’altra cambia molto.
Perché non è una fila
Il posto convenzionato — quello in cui una parte della retta la paga il servizio sanitario — non si prenota: si ottiene dopo una valutazione multidimensionale. La fa una commissione dell’azienda sanitaria, che a seconda della Regione si chiama UVG (Unità di Valutazione Geriatrica), UVM o commissione distrettuale. Guarda le condizioni cliniche, quanta autonomia è rimasta, quanto la famiglia riesce a reggere.
Da quella valutazione esce un punteggio, e il punteggio fa la graduatoria. In Piemonte è scritto senza giri di parole: la posizione viene dalla somma della valutazione sanitaria e di quella sociale, e la data della domanda entra in gioco solo a parità. In Liguria, nel regolamento dell’ASL 3, pesano la comorbidità, la capacità cognitiva, la disabilità misurata con l’indice di Barthel e la situazione sociale, insieme all’anzianità della domanda e all’età.
Quindi si può essere superati. Una persona che presenta domanda a marzo può entrare prima di una che l’ha presentata a gennaio, se sta peggio. Saperlo cambia due cose: si smette di contare i mesi come se fossero un numero d’ordine, e si capisce perché la valutazione va aggiornata quando le condizioni peggiorano. È l’unica cosa che davvero muove la posizione.
Rifiutare il posto proposto costa
Questa è la parte che nessuno racconta prima, e arriva sempre allo stesso modo: una telefonata, un posto libero in una struttura più lontana del previsto, e una decisione da prendere in poche ore.
«Aspettiamo il prossimo» non è una risposta neutra. Nel regolamento dell’ASL 3 ligure, al primo rifiuto la pratica viene sospesa per sei mesi; al secondo rifiuto viene archiviata definitivamente. Altrove le regole sono diverse — in qualche posto si scala di qualche posizione, in qualche altro non succede niente — ma il punto non cambia: è un’informazione che va avuta prima.
Da chiedere al distretto per iscritto, insieme alla domanda: che cosa succede se rifiutiamo il posto proposto? Una riga, e vale mesi.
La posizione si chiede, e si richiede
In molte liste chi non si fa vivo scivola: non per cattiveria, ma perché le graduatorie si aggiornano di continuo con le nuove valutazioni, gli ingressi e i trasferimenti, e una pratica ferma sembra una pratica che non serve più.
La posizione va chiesta per iscritto, e va richiesta ogni due o tre mesi. Una richiesta scritta obbliga a una risposta scritta, e una risposta scritta è l’unica cosa che serve se un giorno bisogna contestare qualcosa. La lettera già pronta sta fra i modelli del piano.
Più liste insieme, dove è ammesso
In diverse Regioni si può presentare domanda a più strutture contemporaneamente, e dove si può conviene farlo. Presentare a una sola è l’errore più comune, e il più caro in mesi.
C’è anche una strada che quasi nessuno considera: entrare in un posto privato, pagandolo per intero, e restare nel frattempo nella lista del convenzionato. Se il passaggio è ammesso — e va chiesto per iscritto, prima, perché non è così dappertutto — significa non dover scegliere fra aspettare a casa in condizioni insostenibili e rinunciare al posto convenzionato.
Le due cose che fanno perdere il posto dopo averlo preso
- L’ISEE scaduto. Mentre il ricovero è in corso, un ISEE non rinnovato fa ricalcolare la quota a carico della famiglia, e non in meglio. Come si fa quello giusto sta nella guida sull’ISEE sociosanitario.
- Il contratto firmato senza il dettaglio. Che cosa è compreso nella retta e che cosa si paga a parte va chiesto in euro e per iscritto prima di firmare: gli extra non compresi valgono in media un centinaio di euro al mese.
Se la persona è in ospedale adesso
Allora la porta è un’altra, e si chiude con la dimissione: la dimissione protetta si attiva finché la persona è ancora ricoverata, e attraversa la lista ordinaria. Dopo, la stessa richiesta torna a essere una domanda come tutte le altre.
Le pratiche hanno delle scadenze, e nessuno le ricorda
La posizione in lista va richiesta ogni tanto, l’ISEE scade, la domanda di accompagnamento ha i suoi termini. Sei domande, e ne esce il piano con l’ordine in cui muoversi, chi chiama chi, e i promemoria che partono da soli prima delle scadenze — non dopo.
Vedi il piano di assistenzaDa dove vengono questi numeri
- DPCM 12 gennaio 2017 (Livelli essenziali di assistenza), art. 30 — assistenza sociosanitaria residenziale alle persone non autosufficienti, previa valutazione multidimensionale e presa in carico
- Regione Piemonte, Unità di Valutazione Geriatrica — il punteggio nasce dalla somma della valutazione sanitaria e di quella sociale, e «in caso di parità si terrà conto dell'ordine cronologico della richiesta di valutazione». Pagina verificata l'11 settembre 2026
- ASL 3 Liguria, regolamento per l'inserimento in istituto a carattere definitivo — la graduatoria pesa comorbidità (scala CIRS), cognitività (SPMSQ), disabilità (indice di Barthel) e condizione sociale, più il criterio cronologico e quello anagrafico; «in caso di rifiuto la pratica viene sospesa per 6 mesi» e «in caso di secondo rifiuto la pratica viene definitivamente archiviata». Pagina verificata l'11 settembre 2026
- Dossier di mercato Cura OS, agosto 2026, su inchiesta Altroconsumo — 594 famiglie, rilevazione settembre-novembre 2025
- Le regole della graduatoria sono regionali e spesso di singola azienda sanitaria: i due regolamenti citati sono esempi di come funziona, non la regola nazionale. Il proprio va chiesto per iscritto al distretto
Importi verificati al 1 settembre 2026. Questa pagina ha valore informativo: non sostituisce il patronato, il CAF o un professionista abilitato, e il riconoscimento delle prestazioni dipende da accertamenti che nessun articolo può anticipare.
