Quando non firma più
I soldi ci sono, e nessuno li può toccare
La pensione arriva ogni mese su un conto intestato a lei. La badante va pagata, la retta scade, il commercialista aspetta una firma. E lei quella firma non la può più mettere — o la mette, ma non sa più che cosa sta firmando.
È il punto in cui le famiglie scoprono, allo sportello, che nessuno le aveva avvisate: due delle tre strade si possono percorrere soltanto finché la persona capisce quello che firma. Il giorno dopo restano chiuse, e resta il tribunale.
Cinque domande
Rispondi su quello che hai visto succedere, non su quello che temi. Ci vuole un minuto, e le risposte non escono da questa pagina.
Oggi riuscirebbe a fare un bonifico da sola, e a spiegarti perché lo sta facendo?
È la domanda che decide tutto il resto. Non stiamo chiedendo una diagnosi: stiamo chiedendo che cosa hai visto succedere l'ultima volta.
C'è una diagnosi messa per iscritto da un medico?
Al giudice tutelare serve un certificato che descriva la condizione. Se non c'è ancora, è la prima cosa da procurarsi, e chiederla richiede tempo.
I soldi con cui si pagano le sue spese da dove escono?
È il punto in cui la famiglia si blocca per prima: la pensione arriva su un conto che nessun altro può toccare, e le spese non aspettano.
Nei prossimi mesi c'è in vista qualcosa di grosso? Vendere casa, entrare in una struttura, un'eredità da accettare.
Una delega in banca serve per la spesa corrente. Per gli atti importanti non basta, e accorgersene dopo aver preso l'impegno costa mesi.
Ha già firmato una procura da un notaio, quando stava bene?
Cambia completamente la risposta: chi ce l'ha ha già in mano lo strumento più rapido, e deve solo sapere fin dove arriva.
Mancano ancora delle risposte. Su questa materia una risposta a metà manderebbe fuori strada, quindi aspettiamo di averle tutte.
Le tre strade, in due righe ciascuna
- La delega in banca. Si fa in giornata, gratis, e serve per la spesa corrente. Non vende una casa, non firma il contratto di una struttura, non accetta un'eredità. La banca può bloccarla quando viene a sapere che il titolare non è più in grado.
- La procura dal notaio. Costa e richiede giorni, non mesi. Copre quello che c'è scritto dentro, quindi va scritta pensando a che cosa servirà davvero. Si firma solo finché capisce.
- L'amministrazione di sostegno. Un ricorso al giudice tutelare, che nomina una persona autorizzata a compiere atti precisi. L'avvocato non è obbligatorio. È l'unica strada che resta quando le altre due si sono chiuse, ed è anche l'unica che protegge davvero chi la usa, perché il giudice controlla.
La cosa che quasi nessuno sa
Una persona può scegliersi da sola l'amministratore di sostegno, prima che serva, in previsione di una futura incapacità: lo dice l'articolo 408 del codice civile, e si fa con atto pubblico o scrittura privata autenticata. Il giudice deve tenerne conto.
È il momento in cui una persona ancora lucida decide chi la rappresenterà quando non lo sarà più, invece di lasciarlo decidere a un tribunale. Si fa insieme alla procura, dallo stesso notaio, nella stessa mezz'ora. Quasi nessuno lo propone, e quasi nessuno lo chiede.
Da qui in poi
I diciotto documenti da mettere in ordine e le domande da portare a un professionista stanno nella Cassaforte. Se la persona esce dall'ospedale adesso, le prime settantadue ore hanno un ordine loro: Protocollo 72 ore. E quello che le spetta in euro — accompagnamento, invalidità, permessi — lo dice il calcolatore, che di questa pagina non sa niente: sono due conti diversi e vanno fatti tutti e due.
YouEver Care non è uno studio legale e non sostituisce un avvocato o un notaio: qui trovi che cosa esiste, in che ordine muoverti e che cosa chiedere. Le fonti sono l'articolo 405 e l'articolo 408 del codice civile e le indicazioni del Tribunale di Milano; tempi e costi cambiano da un tribunale all'altro, e al vostro si chiede alla cancelleria del giudice tutelare. Le risposte che dai qui restano su questo dispositivo: non le salviamo e non ci arrivano.
