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Cassaforte e percorso di protezione

E se non fosse più in grado di decidere?

È il modulo che nessuno cerca. Finché la persona è in grado di intendere e volere si sistema quasi tutto in pochi giorni e con pochi soldi; dopo, serve il tribunale, e i tempi reali sono di mesi anche se la legge ne dà sessanta. Nel frattempo i conti possono essere già bloccati mentre le spese continuano.

Qui c'è la lista di quello che va messo in ordine adesso, e le domande da portare a chi di dovere.

In ordine

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Mancano 8 documenti fra quelli che il giorno dell'urgenza servono per primi.

Identità e anagrafe

Sanitario

Conti e redditi

Casa e patrimonio

Volontà e deleghe

Che cosa manca, in ordine

  1. Carta d'identità e tessera sanitaria in corso di validitàComune di residenza, per il rinnovo.
  2. Codice fiscale e credenziali SPIDLo SPID si attiva presso i gestori abilitati; la delega si registra sul sito dell'ente.
  3. Verbali di invalidità e di handicap graveFascicolo previdenziale INPS, oppure copia cartacea ricevuta.
  4. Nome e recapiti del medico di famiglia, con gli orariAppuntarlo nella scheda di consegna.
  5. Elenco dei conti correnti e dei rapporti bancariEstratti conto, home banking, o richiesta in filiale.
  6. Attestazione ISEE in corso di validitàCAF o portale INPS. Si rinnova ogni anno.
  7. Procura o delega bancaria, se già esistenteBanca, o notaio per la procura generale.
  8. Dove sono le chiavi di casa e i documentiDa dire a almeno due persone di famiglia. Le password no: sotto c'è il perché e che cosa si fa invece.
  9. Tesserino di esenzione dal ticketASL di competenza.
  10. Lettere di dimissione e referti principali, in ordine di dataReparti, medico di famiglia, fascicolo sanitario elettronico.
  11. Cedolino della pensione e certificazione unicaFascicolo previdenziale INPS.
  12. Ricevute delle spese di assistenza dell'annoQuaderno delle spese, bonifici, prospetti dei contributi.
  13. Disposizioni anticipate di trattamento, se le ha fatteComune di residenza o notaio; esiste una banca dati nazionale.
  14. Stato di famiglia e certificato di residenzaSi scaricano dal portale dell'anagrafe nazionale.
  15. Elenco delle utenze e delle domiciliazioniBollette, area clienti dei fornitori.
  16. Visure catastali degli immobiliAgenzia delle Entrate, anche online.
  17. Rogito, o contratto d'affitto, e spese condominialiNotaio rogante, amministratore di condominio.
  18. Testamento, se esiste, e dove si trovaNotaio; il registro generale dei testamenti dice se ne esiste uno pubblicato.

Il percorso, tappa per tappa

  1. Finché firma da solaAdesso, se c'è ancora capacità di intendere e volere

    Delega o cointestazione sul conto per pagare le spese correnti, e valutazione di una procura per gli atti più impegnativi. È la strada più rapida ed economica, e si chiude nel momento in cui la capacità viene meno.

    Chi lo fa: La banca per la delega; il notaio per la procura.

  2. Quando la capacità comincia a mancareAi primi segnali, non dopo il primo danno

    Si valuta l'amministrazione di sostegno: un ricorso al giudice tutelare che nomina una persona autorizzata a compiere atti precisi. Va chiesta indicando con precisione che cosa dovrà poter fare, altrimenti il decreto arriva più stretto di quanto serve.

    Chi lo fa: Un familiare, anche da solo: per il ricorso l'avvocato non è obbligatorio (Ministero della Giustizia). Nei casi complicati conviene farsi assistere. Il servizio sociale può orientare.

  3. Nel frattempoMentre il procedimento è in corso

    I conti possono essere già bloccati e le spese continuano. Conviene sapere in anticipo con quali fondi si copre questo periodo, che può durare mesi.

    Chi lo fa: La famiglia, mettendolo per iscritto prima che serva.

  4. Dopo la nominaPer tutta la durata dell'incarico

    L'amministratore ha obblighi di rendiconto periodico al giudice e deve chiedere autorizzazione per gli atti più importanti. Non è una delega in bianco: è una responsabilità con dei conti da rendere.

    Chi lo fa: L'amministratore nominato.

«Fatti dare le password» è il consiglio che gira, ed è sbagliato

Il codice dell'home banking non si dà a nessuno, nemmeno a un figlio. La legge sui servizi di pagamento (d.lgs. 11/2010) obbliga chi ha il conto a custodire le proprie credenziali, e prevede che in caso di colpa grave sia lui a sopportare tutte le perdite di un'operazione non autorizzata: averle date via è il primo fatto che una banca porterebbe a sostegno di quella tesi. Se domani quel conto viene svuotato, il rimborso non è più scontato.

Non è una questione di sicurezza informatica: è che il rischio si sposta addosso a voi. E la cosa per cui servirebbe — pagare le sue spese — ha una strada sua, che regge davanti a chiunque.

  • Per pagare le sue spese: la strada legale, non la password
    È la ragione vera per cui si vorrebbe la password, e ha uno strumento suo. Finché firma: una delega in banca, che si fa in giornata, o una procura dal notaio. Quando non firma più: l'amministrazione di sostegno. Costa più tempo e regge davanti a chiunque.
  • Per le password sue: un gestore, non un foglio
    Un gestore di password custodisce tutto dietro una chiave sola, e quasi tutti prevedono un contatto di emergenza che può ottenere l'accesso dopo un'attesa. È il modo di dare a qualcuno la possibilità di entrare senza dargli le chiavi adesso.
  • Per i suoi account: quello che offrono già le piattaforme
    Apple ha il «contatto erede», Google la «gestione account inattivo»: si impostano in cinque minuti, oggi, dalla persona stessa. Attenzione a una cosa che nessuno dice: servono dopo la morte, non quando la persona è viva e non più lucida. Per quel caso non c'è una scorciatoia digitale, c'è il giudice tutelare.
  • Per le chiavi di casa e le carte: quello sì
    Dove sono i documenti, quale cassetto, quale banca, chi ha il doppione delle chiavi: questo va detto a due persone, e va detto adesso. Non è una credenziale, è un'informazione, e il giorno dell'urgenza fa guadagnare ore.

Quale delle tre strade legali serve a voi, e se siete ancora in tempo per quella breve, lo dicono cinque domande: Finché firma →

Prima di andare dall'avvocato

Arrivare con la situazione ordinata e le domande scritte riduce la parcella e migliora la risposta. Le dieci domande da fare, e l'elenco di cosa portare, sono già pronte nell'Area famiglia.

Apri la traccia del colloquio → (serve l'accesso all'Area famiglia: si prova quattordici giorni senza carta di credito)

Questo modulo raccoglie documenti e prepara le domande da portare a un professionista. Non è consulenza legale: quale strumento serva nel vostro caso, e con quale contenuto, lo stabilisce un avvocato o un notaio sulla situazione concreta. Non carichiamo né conserviamo nessuno dei documenti di questa lista: la spunta resta sul tuo dispositivo. Un archivio dei documenti di identità e dei verbali sanitari di migliaia di famiglie sarebbe una cosa da difendere, e la difesa migliore è non averlo.