Bilancio del carico
Non riesci più a tenere insieme lavoro e cura
Hai finito i giorni di permesso a marzo, rimandi le tue visite, e la domanda che nessuno ti fa è come stai tu. Non è una debolezza personale: è una quantità di ore che in una giornata non ci stanno.
Otto domande sui fatti dell'ultimo mese, e poi quello che esiste per alleggerire — che è più di quanto quasi tutti sanno.
Otto domande sull'ultimo mese
Rispondi sui fatti, non su come ti senti: le ore, le notti, i permessi usati. Ci vogliono due minuti.
Nell'ultimo mese hai dedicato all'assistenza più di venti ore a settimana?
Ti sei svegliata di notte per lei, o per pensarci?
Hai usato ferie o permessi per cose che riguardano lei?
Al lavoro hai rinunciato a qualcosa: una trasferta, un incarico, un turno?
Hai rimandato cose tue: una visita, un impegno, un viaggio?
Nell'ultimo mese sei stata l'unica a occupartene?
Se domani dovessi stare male tu, ci sarebbe qualcuno pronto a sostituirti?
Hai avuto almeno un giorno completamente libero dall'assistenza?
Le tre cose che si dimenticano più spesso
- I permessi non goduti non si recuperano. Quelli non usati nel mese non passano al mese dopo: programmarli all'inizio del mese è l'unico modo per usarli tutti.
- Il congedo straordinario esiste ed è retribuito. Fino a due anni nell'arco della vita lavorativa, per chi assiste un familiare con handicap grave riconosciuto. Attenzione a due condizioni che escludono molti: la legge fissa un ordine fra gli aventi diritto — prima il coniuge convivente, poi i genitori, poi i figli — e chiede la convivenza. Sei domande per capire se rientri →
- Sul lavoro agile alcuni caregiver hanno la precedenza. Non è il diritto di imporlo: se in azienda il lavoro agile esiste, certe categorie hanno diritto a essere preferite nell'accesso. Va chiesto per iscritto, e quasi nessuno lo chiede.
Di queste tre, il calcolatore conta solo i permessi della Legge 104: congedo straordinario e lavoro agile dipendono da requisiti e dal contratto applicato, e chi te lo dice sul tuo caso è il patronato, che presenta anche le domande, gratuitamente.
Questo bilancio non è uno strumento clinico e non produce una diagnosi: è un modo per mettere in fila fatti che di solito restano confusi. Se ti riconosci in una situazione che dura da mesi e non migliora, parlarne con il tuo medico è una mossa pratica quanto le altre. Le risposte restano su questo dispositivo: non le salviamo.
